1989. Chris Rea "The Road To Hell"
Artista: Chris Rea
Album: The Road To Hell
Anno di pubblicazione: 1989
Formazione:
Chris Rea – Voce principale, chitarre, tastiere
Robert Ahwai – Chitarra
Eoghan O'Neill – Basso
Martin Ditcham – Batteria, percussioni
Max Middleton – Pianoforte acustico, Fender Rhodes, arrangiamento degli archi
Kevin Leach – Tastiere
Gavin Wright – Direttore dell'orchestra e primo violino
Carol Kenyon , Linda Taylor , Karen Boddington – Cori e voci addizional
Genere: Blues rock / Pop rock
Nascita: 4 marzo 1951 a Middlesbrough, Inghilterra.
Morte: 22 dicembre 2025 (all'età di 74 anni) nel Berkshire, Inghilterra.
• 🟢 PRO: L'assolo inconfondibile di The Road to Hell (Part 2),
un capolavoro assoluto di slide guitar
che non cerca il virtuosismo esibizionista ma punta dritto alle emozioni più pure.
• La voce profonda, roca e graffiante "di fumo e caffè" di Rea, straordinariamente espressiva e in grado di trasmettere un senso immediato di malinconia e calore umano.
• Una scaletta eccezionale e ricca di contrasti, che spazia dal groove orecchiabile e oscuro della title track
fino allo struggente tappeto di archi del bellissimo classico Tell Me There's A Heaven.
• 🔴 CONTRO: Le atmosfere fortemente notturne e i sintetizzatori cupi combinati al pianoforte classico possono a tratti far risultare il disco fin troppo cinematico o spettrale.
• 🏆 VOTO FINALE: 9.5 / 10
Chris Rea è un cantante blues inglese dalla voce roca, che ha debuttato con l'album What Happened to Benny Santini? , e il singolo "Fool (If You Think It's Over)", nel 1978, e sono stati seguiti da una lunga serie di album per tutti gli anni '80.
Pubblicato il 2 ottobre 1989, The Road To Hell rimane uno dei dischi più venduti di Chris Rea fino ad oggi e continua a essere una raccolta coerente di brani ispirati al blues alimentati dal suo senso strisciante di terrore esistenziale.
A giudicare dal titolo e - in un certo senso - dalla copertina, si potrebbe pensare che Rea sia saltato nell'occulto con questa pubblicazione, che ha debuttato al numero 1 nel Regno Unito, dato che i primi tre titoli delle canzoni sono "The Road to Hell", "The Road to Hell (Part II)" e "You Must Be Evil".
"The Road to Hell" può essere definito come il capolavoro assoluto e la canzone manifesto di Chris Rea, una potentissima critica sociale, morale e politica della fine degli anni Ottanta.
L'assolo di "The Road to Hell (Part 2)" è considerato un vero e proprio capolavoro della slide guitar e uno dei passaggi strumentali più iconici della storia del rock-blues. Non cerca la velocità o il virtuosismo tecnico, ma punta dritto alle emozioni dell'ascoltatore."
"Anima europea del blues-rock moderno"
Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità.
Quando la canzone stessa prende il via, porta le cose a un altro livello ancora, combinando i sintetizzatori atmosferici ascoltati in precedenza con un tono di chitarra dal suono molto acuto, e quello che sarebbe un ritmo di batteria orecchiabile in stile pop se non fosse per il suono oscuro del resto della canzone.
Il tutto è accompagnato da un pianoforte classico, un altro strumento spesso utilizzato nelle colonne sonore horror.
A volte il disco può sembrare cupo, ma è anche un lavoro brillante; ricco, abile e accattivante.
"That's What They Always Say" ha Rea nel momento più melodioso degli ultimi anni, mentre la canzone finale, "Tell Me There's A Heaven", sugli abusi sui minori, è un bellissimo classico carico di archi.
The Road to Hell è un risultato magnifico, e per di più, Rea lo ha seguito con altri album che erano quasi altrettanto buoni, come Auberge ed Espresso Logic, diventando (a mio avviso) uno dei pochi artisti degli anni '80 che è migliorato negli anni '90.
Ci si potrebbe chiedere cosa diavolo stesse facendo Chris Rea tutti quegli anni prima, ma qualunque cosa lui facesse e sempre andato avanti, possiamo essere grati che abbia registrato una delle più grandi opere musicali degli anni '80.
La Musica: Un Blues accessibile e malinconico
La musica di Chris Rea è caratterizzata da atmosfere calde, notturne e fortemente cinematografiche.
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Melodia e Contenuto: Non si è mai limitato al blues tradizionale a dodici battute. Ha scritto ballate pop di enorme successo (Josephine ), canzoni d'atmosfera (On the Beach ) e brani rock dal forte impegno sociale e politico (The Road to Hell ).
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La svolta purista: Nella seconda parte della sua carriera, dopo aver superato gravi problemi di salute, ha abbandonato le classifiche per dedicarsi al blues più puro, viscerale e storico (come nel monumentale progetto Blue Guitars ).
La Voce: Un timbro "di fumo e caffè"
La voce di Chris Rea è uno dei marchi di fabbrica più riconoscibili della storia del rock.
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Caratteristiche: È una voce profonda, roca, graffiante e baritonal-bassa.
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Impatto: Spesso paragonata a quella di artisti come Leonard Cohen, Louis Armstrong o Tom Waits, la sua vocalità trasmette un senso immediato di saggezza, malinconia e calore umano.
La Chitarra: Il maestro della "Slide Guitar"
Chris Rea è celebrato come uno dei più grandi interpreti europei della chitarra slide (eseguita scivolando sulle corde con un tubetto di metallo o vetro sul dito, chiamato bottleneck ).
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Lo Stile: Il suo approccio non cerca la velocità o il virtuosismo tecnico esibizionista. La sua chitarra "canta". Le sue note sono lunghe, piene di espressività, vibrato e pathos.
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Lo Strumento iconico: Il suo nome è indissolubilmente legato a una Fender Stratocaster del 1962 di colore rosso fisso (chiamata affettuosamente "Pinky" ). Questo strumento, usurato dal tempo e dai viaggi (ha subìto persino un'alluvione), ha prodotto quel suono piangente, liquido e inconfondibile che caratterizza assoli storici come quello di The Road to Hell o Auberge.